TUTTE LE MADONIE CHE VUOI

I comuni del parco

 

Il Parco delle Madonie è stato istituito nel 1989 e comprende 15 comuni della provincia di Palermo.

CALTAVUTURO

A 635 m di altezza, si erge il comune di Caltavuturo, a cui si danno probabili origini arabe.

Il nome, infatti, deriverebbe dalla parola araba Qal‘at Abī l-Thawr (roccaforte di Abū Thawr), da un condottiero musulmano che se ne insignorì.

caltavuturo - Discovery Madonie

Foto dal sito provincia.palermo.it

Il territorio ha subito diverse dominazioni: prima di proprietà della famiglia del Conte Ruggero, successivamente degli svevi, e infine è stato concesso ai Ventimiglia; diverse famiglie, però, si sono succedute fino al XVI sec.

Il nucleo originario era il terrazzo roccioso della Terravecchia, ma dal 1550 gli insediamenti si sono stabiliti anche all’infuori di esso.

Per Il turista ci sono numerosi luoghi di interesse naturalistico, ma anche tradizioni folkloristiche e gastronomiche.

Da visitare, prima di tutto, il Castello di Terravecchia, la chiesa della Madrice, le Gole di Gazzara, la rocca Terravecchia, la Rocca di Sciara, “i mannari”, antico insediamento di pastori e la Chiesa del casale.

Aspre pareti rocciose, campi dai colori brillanti e il blu del mare di Cefalù offrono innumerevoli sorprese.

Si festeggiano principalmente: la Patrona, Maria S.S. del Soccorso, S. Calogero.
Le manifestazioni principali: Fungo Ferla Fest, la Notte Bianca e il festival del folklore.
In particolare, l’amata sagra dedicata ai funghi, porta alla scoperta dei sapori simbolo del territorio madonita e dei prodotti genuini dei boschi.

CASTELBUONO

Castelbuono - Discovery Madonie

La Storia di Castelbuono è particolarmente legata a quella dei Ventimiglia, Signori della Contea di Geraci, che agli inizi del 1300, hanno costruito un castello sul poggio dominante l’antico casale bizantino di “Ypsigro”.

La costruzione del Castello ha contribuito alla crescita del territorio, considerato il centro più vivace nel vasto patrimonio dei Ventimiglia.

Il territorio Castelbuonese, affascinante dal punto di vista naturalistico, è anche ricco di memorie greche, romane, arabe e bizantine.

La sua posizione, a pochi km dal mare, l’ha resa una delle mete turistiche più amate per gli appassionati della natura e le vacanze eno-gastronomiche.

Da visitare: il Castello dei Ventimiglia (museo civico), la Chiesa “Matrice vecchia”, la Chiesa di S. Francesco, la Chiesa “Matrice nuova”, la fontana della Venere Ciprea. Imperdibili gli itinerari naturalistici.

Nel XV secolo la corte accoglie artisti di culture diverse e di notevole prestigio. Fuori e dentro le mura nascono chiese e conventi che cambieranno la fisionomia del centro abitato, sempre più somigliante ad una città capitale. A contribuire ai cambiamenti e all’espansione di Castelbuono anche i maestri lombardi e toscani e altri personaggi di particolare spicco come i Serpotta che hanno lavorato alla cappella di S. Anna.

Appuntamenti da non perdere: Ypsigrock, festival internazionale di musica indie e rock.

CASTELLANA SICULA

Castellana Sicula si trova a ben 765 m di altezza ed è un territorio florido e ricco di acqua.

La sua posizione, il clima e le sue caratteristiche intrinseche hanno attirato, nei secoli, gli agricoltori di  tutto il territorio madonita. 

Il primo insediamento si fa risalire al 1700 ed è sorto nella pianura formata da tre Feudi, Castellana, Fana, Maimone, e attraversata da quattro Trazzere Regie.

casina rossi - Discovery madonie

La Casina Rossi – foto da comune.castellana-sicula.pa.it

Il nome del comune si deve, probabilmente, al Duca di Ferrandina, feudatario del luogo, che dopo il matrimonio con Gemma, nobile della famiglia spagnola dei Castellana, rese omaggio alla consorte chiamando la città “Castellana Sicula”.

Da visitare: la Villa romana di contrada Muratore, la Chiesa di San Francesco di Paola, la Chiesa Madonna della Catena, Santuario della Madonna dell’Alto.

A colpire principalmente i visitatori sono i murales realizzati da artisti provenienti da tutto il mondo.

In tutto il territorio si succedono zone archeologiche, luoghi d’interesse etno-antropologico con insediamenti pastorali, mulini ad acqua, itinerari e sentieri naturalistici. L’intera area è facilmente percorribile a piedi, a cavallo o in mountain bike.

CEFALÙ

Cefalù - Discovery Madonie

immagine da wikipedia.org

Cefalù è un quadro dipinto dai colori del mare e dalla facciata dello splendido Duomo, imponente, ma che allo stesso tempo abbraccia sinuosamente l’intero centro storico.

Celebre meta dei Grand Tour di artisti e nobili di tutta Europa, è una città che racconta, nella sua struttura e nelle sue tradizioni, i popoli che l’hanno dominata.

Tracce del sistema viario ellenistico-romano sono disseminate un po’ dappertutto. Ma visibili sono anche le tracce lasciate dall’Impero Romano d’Occidente, da Vandali e Goti e, ancora, dall’Impero d’Oriente, Arabi e Normanni che hanno lasciato significativi riferimenti negli usi e costumi, ma anche nei monumenti. Poche, invece, le tracce lasciate dai Bizantini.

Il Gran Conte Ruggero nel 1063 ha preso possesso della Città e suo figlio, Ruggero II, ha riconsegnato Cefalù alla Cristianità, fondando, prima, la Chiesa di S.Giorgioe, poi, la Basilica Cattedrale simbolo assoluto del territorio.

Da visitare anche la Cattedrale con annesso chiostro, il Museo e la biblioteca Mandralisca, il Lavatoio medievale, la Rocca e il  tempio di Diana, il Santuario di Maria SS. Di Gibilmanna.

COLLESANO

Collesano è una cittadina normanna fondata da Re Ruggero tra il 1130 e il 1140.

Collesano - Discovery Madonie

Foto dal sito comune.collesano.pa.it

L’origine dell’abitato di Collesano va ricercata tuttavia sul monte che sovrasta a ovest il paese: Monte d’Oro, nel quale rimangono notevoli resti materiali dell’antica città araba e che rappresenta, ancora oggi, il comune madonita.
Nel periodo Normanno, Golisano (Collesano) è diventa un importante centro feudale  grazie allo sviluppo urbanistico iniziato a partire dal primo nucleo abitativo: Bagherino (dove sorge oggi il castello).

Nel XIII secolo, a seguito della guerra del Vespro e di diversi altri passaggi di proprietà, l’abitato è stato concesso alla famiglia Siracusa, per poi passare alla contea dei Ventimiglia e da lì, alla famiglia Centelles, una delle tante famiglie aristocratiche spagnole presenti in Sicilia.

Ma è tra il ‘500  e il ‘700, con il comando da parte delle famiglie Cardona, Moncada e Aragona, che il paese ha conosciuto un notevole sviluppo economico, demografico ed urbanistico. In questo periodo Collesano si è arricchita con numerosi monumenti ed opere d’arte e ha sviluppato l’industria della ceramica, per cui è conosciuto ancora oggi.

Da visitare: Castello medievale, Basilica di San Pietro, Chiesa di Santa Maria la Vecchia, sito archeologico ambientale di Monte d’Oro.

Importantissimi sono i festeggiamenti in onore della Maria SS dei Miracoli.

GERACI SICULO

Piccolo comune di notevole bellezza, è inserito nell’elenco dei Borghi più belli d’Italia.

Chiesa di Santo Stefano Geraci - Discovery Madonie

La chiesa di Santo Stefano – Foto da wikipedia.org

Dalle montagne geracesi sgorga una delle acque più pregiate e che rappresenta una notevole risorsa economica per la cittadina.

Il comune è ricco di tradizioni folkloristiche e appuntamenti dedicati alla tradizione, in particolare, quelli in onore dei Santi Bartolo e Giacomo e quelli dedicati all’Annunziata e al Crocifisso.

Il suo territorio ha memorie che ci riportano fino alla preistoria e numerosi reperti raccontano la storia dell’età antica e medievale.

Da vedere, in particolare, le chiese dedicate a Santo Stefano, Sant’Anna e San giacomo e, ancora, Santa Maria Maggiore. Di particolare bellezza il castello e il “Bevaio” della SS Trinità.

GRATTERI

Gratteri è un piccolissimo comune che può vantare, però, una posizione privilegiata sulla costa tirrenica.

Panorama Gratteri - Discovery Madonie

Panorama Gratteri – foto da wikipedia.org

Un tempo concentrato in un centro storico medievale protetto da Mura e dentro cui si ergeva il il Castello. Fuori da esse, insediamenti più recenti hanno dato vita alla città con la fisionomia simile ad oggi.

Alcuni reperti storici fanno pensare al territorio come un luogo di crocevia e scambio tra gli insediamenti montani e i territori confinanti.

Diversi toponimi della cittadina e ricostruzioni storiche riportano alle dominazioni arabe. Probabilmente, un primo insediamento risale al IX secolo, in seguito alla costruzione di un presidio musulmano per il controllo del territorio.

Un particolare momento di crescita si ebbe con l’arrivo dei Normanni e Ruggero d’Altavilla; si costruirono le l’Abbazie di Sant’Anastasia e San Giorgio e le chiese di Sant’Elia, Sant’Icono e San Nicolò.

Tra i tanti luoghi da visitare, la matrice Vecchia è, senza dubbio, un luogo suggestivo.

Anche l’Abbazia di Sant’Anastasia, abbandonata dai benedettini nel 1851 e appartenente, oggi, al territorio Castelbuonese era, un tempo, uno dei luoghi più prestigiosi di Gratteri.

Oggi l’Abbazia è uno splendido Relais e sede di una vivace cantina.

ISNELLO

Il Comune di Isnello, nonostante le numerose ipotesi sulla sua origine, prende il nome  dal fiume Isnello che, incunenandosi in uno stretto canyon, offre suggestivi scorci.

Isnello - Discovery Madonie

Isnello – foto dal sito del Comune di Isnello

Il territorio è caratterizzato da notevole bellezze paesaggistiche e, in particolare, da grotte ricche di stallattiti e stalagmiti.

A governo del territorio, nei secoli, si sono alternate numerose famiglie che portarono all’esasperazione i cittadini di isnello, protagonisti di un importante evento storico.

Nel 1788 i cittadini isnellesi hanno ricomprato i territori della contea, sciogliendo il vincolo dell’autorità baronale.

Il territorio è caratterizzato da una folta presenta boschiva, in particolare, monumentali esemplari di lecci e roverelle.

Oggi, il comune, è sede di un importante Osservatorio Astronomico il PAM, Parco Astronomico delle Madonie, in continuo sviluppo, grazie alla sua straordinaria posizione geografica.

PETRALIA SOPRANA

Cittadina caratterizzata da una storia florida, che ci riporta fino all’età antica, è oggi, una cornice di notevole bellezza paesaggistica, ricca di folklore, arte, cultura.

petralia soprana - Discovery Madonie

Con l’arrivo dei Normanni e di Ruggero, conte di Altavilla, la cittadina ha assunto la fisionomia di oggi con il castello, le torri, i bastioni e le chiese.

Da Vedere: la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, con due splendidi campanili, la Chiesa di Santa Maria di Loreto, Piazza del Popolo e Villa Sgadari con il suo giardino.

Imperdibile è la festa dedicata a San Pietro e Paolo che vede portare in spalla di due confraternite, circa 15 statue di santi.
Ad accompagnare la processione i tamburinari e stinnardiri supranisi“.

In occasione della festa, si ripropone la celebrazione di un matrimonio nobiliare del ‘700.

PETRALIA SOTTANA

Il territorio di Petralia Sottana si sviluppa in un pendio tra i 900 e i 1100 metri di altezza, in posizione privilegiata sul fiume Imera.

Petralia Sottana - Discovery Madonie

Petralia Sottana – foto da wikipedia.org

Comune di particolare interesse naturalistico, si divide oggi in sette diverse frazioni.

Ognuna di queste presenta peculiarità architettoniche e paesaggistiche.

Tra questi, Casale, l’antico quartiere ebraico, Pusterna, l’area più antica intorno al Castello, Provvidenza, quartiere medievale con strettissime stradine che arrivano fino alla Chiesa Madre.

Nota frazione, soprattutto per la presenza dell’unica stazione sciistica della Sicilia Occidentale, è Piano Battaglia, che si colloca nel cuore delle Madonie ed è circondata da un’antica faggeta.

Ci sono tracce di insediamenti risalenti al neolitico, fino ad arrivare alla conquista da parte degli Arabi che la trasformarono in una fortezza militare.

Il Castello, fu costruito per volere dei Normanni, che hanno conquistato Petralia nel 1602.

È nel 1258 che, per la prima volta, si fa la distinzione tra Petralia Soprane e Petralia Sottana, un tempo, probabilmente, un’unico territorio.

L’Ex Convento dei Frati Minori Riformati è solo una delle belle strutture che caratterizzano Petralia Sottana. Da vedere: la Chiesa Madre, la Chiesa di San Francesco d’Assisi.

Tra gli appuntamenti religiosi e folkloristici vanno segnalati: la festa della Castagna, il ballo della Cordella e i riti della Settimana Santa.

POLIZZI GENEROSA

Tra i comuni delle Madonie è uno tra i più ricchi di storia.

Polizzi Generosa - Discovery Madonie

Foto da polizzigenerosa.it

Numerosi rinvenimenti archeologici stimano la presenza di colonie già dal VI sec. a.C. e diversi sono anche i rinvenimenti punici.

Una necropoli ellenistica è stata rinvenuta negli anni ’80. Già il nome è ricco di significati che ci riportano all’origine greca dell’abitato: Polizzi rimanda al toponimo greco Polis.

Polizzi è sempre stata una città demaniale e la sua indole indipendente l’ha fatta emergere tra le altre cittadine siciliane. Numerosi i privilegi garantiti ai suoi abitanti che hanno accolto, nei secoli, sovrani, imperatori, famiglie nobili.

Polizzi Generosa è stato il primo paese ad avere la luce elettrica, nel 1901, emergendo rispetto a città ben più grandi.

Come altri comuni del Parco delle Madonie, Polizzi presenta una ricca varietà di flora e fauna. All’interno del suo territorio si coltiva il famoso fagiolo badda, dalla forma rotondeggiante e dal colore avorio con striature rosate.

Numerose le Chiese meritevoli di visita: la Chiesa del Carmine, Badia Nuova, Badia Vecchia, la Chiesa Madre, Chiesa di Sant’Orsola, Chiesa di San Nicolo De Franchis; interessanti le visite al Museo del Giocattolo Antico, il Civico Museo Archeologico, il Museo Ambientalistico Madonita.

POLLINA

Pollina - Discovery Madonie

foto dal sito prolocopollina.org

Pollina è conosciuta principalmente per la coltivazione di frassineti e la correlata produzione della Manna. Questa straordinaria linfa, estratta con una incisione sul tronco dell’albero, è utilizzata nell’industria alimentare e farmaceutica.

La sua estrazione, considerata quasi un’arte, si è conservata, tra tutti i comuni italiani, solo nel territorio di Pollina.

Altrettanto nota è la vocazione turistica del territorio, in particolare per la zona di finale di Pollina, nota per il mare azzurro e pulito.

Pollinaè anche ricca di tradizioni e monumenti artistici. Tra questi: la Chiesa di SS. Giovanni e Paolo, che custodisce opere d’arte siciliane risalenti al ‘400 e ‘500, la Chiesa di San Giuliano dedicata al Santo Patrono, la torre di Maurolico, un tempo osservatorio astronomico e parte della struttura difensiva del Castello di Pollina.

Il teatro della Rosa, realizzato negli anni ’70, è uno dei simboli di Pollina e fu costruito totalmente in pietra seguendo le naturali pendenze del territorio.

SAN MAURO CASTELVERDE

Situato a più di 1000 m di altezza, è l’unico comune d’Italia ad avere, nonostante l’altitudine, un suo litorale.Gole di Tiberio - Discovery Madonie

Il suo territorio, in una posizione privilegiata sul mar tirreno, è abbracciato dalle due catene montuose, le Madonie e i Nebrodi.

Porta il nome completo dal 1862, dai tempi dell’unificazione d’Italia, nonostante il suo nome “Santo Mauro” fosse noto già in epoca normanna.

Controversa è la storia legata al Castello di San Mauro Castelverde, di cui non si conoscono ancora le esatte origine e di cui non resta che qualche traccia.

Le Chiese, di origini diverse, sono di notevole interesse, ma tutto il territorio rivela interessanti sorprese.

Le Gole di Tiberio rappresentano una delle mete più amate grazie ai suoi angoli suggestivi, agli specchi d’acqua e alla natura rigogliosa. Antiche borgate, grotte e bevai, incantano gli escursionisti e le feste religiose, in particolare quelle legate alla Pasqua, commuovono e coinvolgono i fedeli provenienti da tutta la Sicilia.

SCILLATO

Scillato - Discovery Madonie

comunescillato.pa.it

La Storia e la fisionomia di Scillato sono legate indissolubilmente alle abbondanti sorgenti d’acqua.

I mulini, infatti, hanno disegnato la struttura del centro abitato che si colloca ai piedi del Monte dei Cervi, del Monte Fanusi e del Cozzo di Castellazzo.

Probabile colonia di origine Greca, Scillato, è però nota per essere passata, nei secoli, dalle mani di numerose signorie che se la contendevano proprio per le sue preziose sorgenti.

Dei mulini, oggi, c’è poca traccia, ma si sta cercando di avviare un percorso di recupero per la valorizzazione di questi ultimi e delle antiche vie dell’Acqua.

Le Chiesa Madre è una delle poche di notevole interesse, in quanto conserva, al suo interno, una statua della vergine firmata dalla scuola gaginesca.

Vigneti ed un’ampia varietà di alberi da frutta arricchiscono il territorio, particolarmente fertile e adatto alla cultura di prodotti che fanno parte, oggi, deill’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Siciliana (PAT).

SCLAFANI BAGNI

Sclafani Bagni è il comune meno abitato della Provincia di Palermo.

Sclafani Bagni - Discovery Madonie

foto da comuniverso.it

Delle sue origini non si hanno ancora dati certi, ma si pensa a Sclafani Bagni come una naturale roccaforte militare.

Il territorio era caratterizzato dalla presenza sparsa di casali, piccoli agglomerati rurali caratterizzati da insediamenti privi di mura difensive e abitate da poche decine di persone.

Con Matteo Sclafani, conte di Adernò, la cittadina ha cambiato fisionomia: venne ripresa la costruzione del castello, costruita la cinta muraria, il centro abitato ha iniziato a crescere intorno al bastione.

Negli anni, hanno assunto un ruolo fondamentale e controverso le confraternite; i gruppi religiosi legati alle Chiese di San Giacomo e San Filippo, si sono occupate anche della manutenzione delle due strutture.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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